SONO INCAPACI DI ELABORARE LA SCONFITTA
Si tengono, negli ultimi giorni di luglio, le elezioni presidenziali nella Républica Bolivariana de Venezuela; ad affrontarsi, con una qualche possibilità di vittoria, sono: il presidente uscente Nicolás Maduro Moros, del Partido Socialista Unido de Venezuela (Psuv), e lo sfidante Edmundo González Urrutia, indipendente che rappresenta l’opposizione denominata Plataforma Unitaria.
Al termine delle operazioni di spoglio dei voti, ad aggiudicarsi la contesa – con il 51,2% delle preferenze, contro il 44,2% del suo principale avversario – è colui che rappresenta la continuità con il progetto di Hugo Rafael Chávez Frías nel senso di una autentica indipendenza nazionale rispetto alle pretese degli imperialisti occidentali e di quelli statunitensi in particolare.
Subito parte il solito ritornello – orchestrato dalle destre dell’intero pianeta, chiaramente su suggerimento degli usamericani che non accettano la sconfitta del loro protetto – fatto di gravi e comprovati brogli che hanno privato il legittimo vincitore della possibilità di sedere al posto di chi, da oltre vent’anni, vince regolarmente tutte le consultazioni che vengono effettuate periodicamente.
Particolarmente nervosi per l’ennesima brutta figura rimediata nel Paese latinoamericano sembrano essere i governanti italiani: il Ministro degli esteri, Antonio Tajani, che non ci risulta fosse presente sul campo, si lascia andare a dichiarazioni indecenti, soprattutto se pronunciate da un tizio con un passato, ed anche un presente, politico a dir poco discutibile.
Ecco le sue parole, riprese dall’Agenzia Nazionale della Stampa Associata (Ansa): «”Ho molte perplessità sul regolare svolgimento delle elezioni in Venezuela. Chiediamo risultati verificabili e accesso agli atti: il risultato che annuncia la vittoria di Maduro rispecchia veramente la volontà del popolo?”: lo scrive il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un commento sul suo account di X».
Complimenti vivissimi a chi non ha perso tempo per schierarsi al fianco degli imperialisti nordamericani che evidentemente non sono capaci di elaborare una sconfitta senza gridare al furto: si ricorderà quanto accaduto quando, a Washington District of Columbia, venne nominato Joseph Robinette Biden Jr. e ci fu una rivolta orchestrata da Donald John Trump che non accettava la sconfitta.
Bosio (Al), 04 agosto 2024
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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